Misano, un weekend …… in apnea

Vivere dall’interno il round di Misano è come essere travolti da un tornado, che ti lascia stanco ma anche pieno di ricordi ed emozioni. Ho cercato di riassumerli qui.

I round italiani del mondiale Superbike sono sempre molto impegnativi, densi di eventi, appuntamenti, presentazioni e chi più ne ha più ne metta. Nei quattro giorni vissuti tra la sala stampa e i box (siamo in autodromo da giovedì) il tempo passa troppo velocemente e si ha come l’impressione di vivere in apnea, tra un impegno e quello immediatamente successivo. Sia chiaro che non mi sto assolutamente lamentando (come dico in questi casi: i turni in miniera sono decisamente peggio) ma sto solo cercando di spiegare come ho vissuto questo appuntamento di Misano. E quando tutto è finito, oltre alla stanchezza, cosa resta nel cuore e nella mente di chi ha avuto la fortuna di vivere dall’interno questo quinto round dei mondiali delle derivate dalla serie?
Cercando di mettere ordine nei ricordi ecco la mia personale lista

La doppietta di Ieraci nel WorldSSP300
Correre come wild card e mettere tutti in fila in entrambe le gare deve essere una soddisfazione enorme. Lo è ancora di più se in quel mondiale ci hai corso con alterne fortune. Che Bruno Ieraci sia un talento è fuori discussione, ma il talento non basta se non è supportato da molte altre doti, da un grande impegno e da una furiosa determinazione. Che questa doppietta sia l’inizio di un nuovo capitolo della tua carriera Bruno.

La sfiga di Rinaldi
Mio nonno mi rimproverava dicendo: “Quando c’è da guadagnare mille lire, tu sei sempre al gabinetto”. Ieri quando Michael Ruben Rinaldi è caduto in Gara2 mi è venuta in mente questa frase, oltre ad altre parole che non posso riportare per iscritto. Un’altra occasione mancata da parte del giovane italiano della Ducati, che non può certo affermare di avere la fortuna dalla propria parte. Cade (o sbaglia) nel momento sbagliato. Se fosse caduto sabato ed avesse vinto domenica l’effetto sarebbe stato completamente diverso e sarebbe stato un round da ricordare perché se guardiamo i risultati Michael torna a casa con due podi, invece rotolando nella sabbia della via di fuga in Gara2 ha in qualche modo rovinato anche i risultati precedenti. Al di la delle sensazioni è però innegabile che Rinaldi sia cresciuto molto e sia uno dei pochi in grado di lottare per il podio. Non mollare Michael, la fortuna è una ruota che gira.

Stefano Manzi
Eravamo proprio a Misano ed era il 2013. Intervistai i primi sei piloti del CIV Moto3
https://www.moto.it/CIV/i-sei-ragazzini-terribili-civ-moto3.html tra i quali c’era Stefani Manzi. Ricordo che era venerdì perché quando al termine dell’intervista gli dissi “ci vediamo do mani” lui mi rispose: “no, domani non ci sono. Ho l’esame di terza media”. Ma il mio ricordo di Manzi non è legato solo a questo simpatico siparietto, ma soprattutto al grande talento che questo ragazzino mostrava in pista. Non so cosa sia successo in seguito e come mai Stefano non sia riuscito ad esprimerlo in Moto3 e Moto2, ma sono molto felice di ritrovarlo in Supersport e di vedere come la sua classe sia rimasta cristallina. Il suo ultimo giro di Gara2 è stato un capolavoro e nessuno pensava che riuscisse a tenersi dietro Nicolò Bulega e tutti i cavalli della Panigale. La speranza è che la Yamaha lo promuova in Superbike nel 2024.

Bautista e la V4
Quello che sta facendo lo spagnolo della Ducati è pazzesco. La sua “simbiosi” con la V4 è una cosa che ha pochi precedenti nel mondo delle corse motociclistiche. Persino Alvaro stesso ammette che con questa moto lui fa tutto quello che vuole. Sembra sempre più la reincarnazione del mitico Centauro, che era metà uomo e metà cavallo. Alvaro invece è metà uomo e metà Panigale V4.

Jonathan Rea, un leone in gabbia
E’ il pilota che conosco meglio e per il quale ho una considerazione altissima. E’ un leone in gabbia, che sa di avere il potenziale per poter lottare non solo con Toprak, ma anche con Bautista, ma deve mordere il freno e gestire una moto che non è più in grado di competere per le prime posizioni. Vedo nei suoi occhi la rabbia per non poter più lottare per la vittoria, che per lui è linfa vitale. Vederlo lottare per una quinta o sesta posizione se da una parte mi sembra un’eresia, dall’altra è l’en esima conferma di come Jonny sia un campione vero ed un grande professionista.

BMW
Domenica pomeriggio. Gara2. I piloti escono dai loro box per andarsi ad allineare in griglia. Loris Baz percorre pochi metri e poi si deve fermare a bordo pista con la moto che fuma “come un turco” (uno a caso). Per favore Loris fai due chiacchiere con Toprak…..forse ci ripensa.

Il pubblico di Misano
Ormai le tribune non le guardo più (anche se quelle di Misano non mi sono sembrate vuote) perché il cuore pulsante della Superbike è nel paddock. E’ qui che si misura l’interesse per il campionato e dove si respira quell’atmosfera e quella passione che nessun altro campionato può vantare. I dati ufficiali parlano di oltre 70.000 spettatori nei tre giorni, ma al di là dei numeri posso affermare che chi è venuto a Misano ha fatto sentire ai piloti il proprio calore ed affetto. Viva la Superbike!

Photo Credit: GP Agency

4 commenti su “Misano, un weekend …… in apnea”

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